Mobilitazione "Senza consenso è stupro!" il 15 febbraio a Bolzano

"Nel giorno dell'anniversario della legge che ha riconosciuto la violenza sessuale come delitto contro la persona, scendiamo in piazza perché quella conquista è sotto attacco": così il Comitato promotore – composto da Cooperativa Gea, Donne contro la violenza, Donne in marcia, Aied, Donne Democratiche dell'Alto Adige/Südtirol, Cgil/Agb, SgbCisl e Uil/Sgk – annuncia la mobilitazione in adesione all'appello nazionale di D.I.Re Donne in Rete contro la violenza. L’appuntamento è per domenica 15 febbraio alle ore 10.30 in piazza Mazzini a Bolzano.

Secondo il Comitato, la modifica all'art. 609-bis del Codice penale sulla violenza sessuale viene presentata come una semplice "precisazione linguistica", ma in realtà "tocca il cuore della norma: dal consenso si torna al dissenso".

"Ciò che a novembre era stato celebrato come un passo avanti viene ora ridimensionato", spiega il Comitato. "Il ddl era stato pensato per adeguarsi alla Convenzione di Istanbul, che richiede di sanzionare ogni atto sessuale 'in assenza di consenso libero e volontario'. Ma quando si cambia il linguaggio, cambiano le conseguenze. 'No' non significa 'sì'. Questa non è una questione semantica, ma probatoria: molte persone sotto minaccia si paralizzano senza opporre resistenza; manipolazione e squilibri di potere annullano il consenso anche senza violenza fisica".

Per il Comitato il rischio è chiaro: "Se la norma non pone al centro il consenso, l'onere della prova tornerà su chi denuncia. Non più 'l'imputato ha agito senza consenso?', ma di nuovo 'la vittima si è opposta abbastanza?'. Questa è la conseguenza concreta della modifica".

Il Comitato chiama in piazza anche gli uomini che scelgono di diventare alleati attivi contro il machismo.