Al referendum sulla legge Nordio votiamo no per difendere la Costituzione e una giustizia imparziale

“L’autonomia della magistratura non è un privilegio, ma una garanzia di uguaglianza per tutti”: così la segretaria generale della Cgil/Agb, Cristina Masera, durante l’assemblea generale a cui hanno partecipato anche Florindo Oliverio della Cgil nazionale e Alvise Della Francesca Cappello, presidente della sezione Trentino – Alto Adige dell’Associazione nazionale magistrati.

Col referendum del 22 e 23 marzo i cittadini sono chiamati a confermare o bocciare la cosiddetta «riforma Nordio», cioè la legge di riforma costituzionale della magistratura. Come partenza della campagna per votare no al referendum sulla giustizia, la Cgil/Agb ha organizzato un’assemblea interna, tenutasi nei giorni scorsi a Bolzano. È stato ricordato come il Consiglio superiore della magistratura sia un organo previsto dalla Costituzione che garantisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, penale e civile. Attualmente è composto per due terzi da magistrati (i “togati”) e per un terzo da avvocati e professori universitari di diritto (i “laici”), eletti, rispettivamente, dai magistrati e dal Parlamento. Questa riforma, però, cambia il modello costituzionale del Csm: divide il Csm in tre organi - un Csm per i giudici, uno per i pm e un’Alta corte disciplinare - e ne modifica natura e attribuzioni. Secondo il Comitato "Società civile per il NO" al referendum costituzionale, di cui fa parte la Cgil, la riforma crea, infatti, un “pesante squilibrio” tra componenti “togati”, selezionati con sorteggio puro, e “laici”, sorteggiati all’interno di una lista preselezionata di eletti in Parlamento: di fatto, un finto sorteggio. Come ricordato durante l’assemblea, la riforma toglie poi ai Csm il potere disciplinare, uno dei quattro pilastri posti a tutela della sua indipendenza e autonomia, visto che la riforma trasferisce il potere disciplinare a un’Alta corte, la cui composizione, rispetto al vecchio Csm, riduce la percentuale dei magistrati. La segretaria Masera ha affermato come la riforma non faccia nulla per affrontare le criticità della giustizia italiana - come la burocrazia, i tempi lunghi e la mancanza di personale e di risorse – e come il fatto di sostituire il Csm con tre organismi indipendenti triplichi i costi, disperdendo risorse che potrebbero essere utilmente investite per far funzionare meglio le procure e i tribunali. La Cgil/Agb ha ricordato infine che attualmente esiste già, di fatto, una separazione di funzioni tra giudici e pubblici ministeri, che possono cambiare una volta sola e per farlo devono anche trasferirsi in un’altra città o regione. I dati confermando che non succede quasi mai, con una percentuale che si attesta allo 0,4%: nel 2024, si sono infatti verificati solamente 42 passaggi su quasi 9.000 magistrati. Inoltre la particolare situazione altoatesina sarebbe colpita in modo molto rilevante, tanto che richiederebbe una deroga alla legge costituzionale con gli immaginabili tempi di attuazione, ammesso che una deroga sia possibile. Anche in Alto Adige quindi votare “no” sarebbe importantissimo.

Nel video l'intervento di Giovanni Bachelet, presidente del Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” all'assemblea della Cgil/Agb: https://youtu.be/OKkfMxSNoPU