Assegno di cura. Spi/Lgr: “Inaccettabili tempi di attesa”

Agli sportelli della Cgil/Agb aumentano le richieste d’aiuto per i lunghi tempi d’attesa per la valutazione della non autosufficienza, necessaria per l’erogazione dell’assegno di cura.

Dall’inoltro della domanda fino alla conclusione dell’iter servono parecchi mesi, spiega Gabiella Bisacco dello Spi/Cgil, ad eccezione del percorso particolare previsto per le patologie gravissime in fase terminale. “Per molte famiglie che si confrontano con un improvviso problema di salute è un’ulteriore complicazione, anche se, nel caso di accoglimento della domanda, è previsto il pagamento degli arretrati”, precisa Bisacco.
Anche a causa dell’aumento dell’inflazione lo Spi/Cgil segnala che sempre più famiglie che si rivolgono al sindacato sono in difficoltà a coprire economicamente questo periodo d’attesa. La persona non autosufficiente ha comunque bisogno di cura fino dal primo giorno, fatto che a volte comporta pesanti esborsi, ad esempio per il costo mensile della badante. A questo si aggiunge l’incertezza sull’esito della domanda e sull’inquadramento, in base al quale possono sussistere differenze economiche notevoli per una famiglia. “Rimanere nel limbo – continua Bisacco - non permette alle famiglie di fare scelte oculate, che purtroppo sono parzialmente legate anche all’importo riconosciuto dal fondo”.
Lo Spi/Cgil, pur comprendendo le difficoltà a reperire il personale necessario, visto l’alto numero di cittadini curati a casa, chiede di porre la massima attenzione a un servizio importante e unico in Italia. “Chiediamo alla politica di inserire questo tema tra le priorità da affrontare e risolvere anche con provvedimenti ad hoc che possano ridurre i tempi di attesa. Poi servirà comunque un adeguamento degli organici. Il sindacato è disponibile al confronto sulle prospettive future”, conclude in una nota il segretario generale del sindacato dei pensionati, Alfred Ebner.

 

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