Inflazione. Ebner: “Servono aumenti su salari e pensioni”

“E’ inaccettabile che chi si trova già oggi al limite delle proprie disponibilità economiche sarà costretto a risparmiare su beni ritenuti essenziali per la vita di tutti i giorni”. Lo afferma il segretario del sindacato dei pensionati della Cgil/Agb Alfred Ebner in riferimento ai recenti dati Astat.

Il tasso d’inflazione tendenziale al 7,8% e l’aumento dell’1% nel mese di marzo colpiscono duramente i redditi e i risparmi delle famiglie. Come ricorda Ebner si tratta di dati che non si vedevano da 30 anni. Per il segretario, bisogna recuperare la maggiore spesa che dovranno affrontare le famiglie (2.481 euro per una famiglia media e 3.501 euro per una famiglia di 4 persone) per salvaguardare il potere d’acquista di salari e pensioni. “Soprattutto per i pensionati la situazione è drammatica visto che si tratta spesso di importi che non superano i 1.000 euro mensili e che i meccanismi di rivalutazione scatteranno solo da gennaio 2023”, precisa Ebner.
“L’inflazione colpisce inoltre pesantemente la bolletta energetica, gli alimentari e il trasporto, beni indispensabili, che rappresentano buona parte delle spese delle persone anziane. Non si può più rinviare, servono aumenti dei salari e delle pensioni, interventi sulle tasse dei prodotti energetici, compresa l’Iva, interventi sul fisco per bloccare il fiscal drag e un potenziamento del welfare per sostenere i redditi più bassi. Serve inoltre il sostegno all’economia per evitare una recessione e un’inflazione alta, un rischio tutt’altro che trascurabile”, conclude il segretario in una nota.