Pubblico impiego: “I fondi stanziati per la contrattazione nella legge di stabilità sono insufficienti”  

Le federazioni sindacali del pubblico impiego di Cgil/Agb, CislSgb, Uil/Sgk, Asgb, Sag e Nursing Up sono preoccupate e insoddisfatte delle risorse stanziate per la contrattazione del contratto intercompartimentale. Secondo i rappresentanti dei sindacati, i fondi sono insufficienti per condurre trattative orientate ai risultati.

Per le parti sociali, è grave il fatto che i fondi inutilizzati, messi a disposizione per la contrattazione per il triennio 2019-2021, non siano più inclusi nella bozza di legge di bilancio. In tale modo, nell'ultimo triennio, mancano più di 40 milioni di euro per la contrattazione a livello di intercomparto, che per legge dovrebbero essere stanziati nella nuova legge di bilancio.

Le federazioni sindacali del pubblico impiego notano con disappunto che sono del tutto insufficienti le risorse economiche previste complessivamente per il personale (32 mln) rispetto a quelle stanziate per la dirigenza (22,5 mln). Tra gli aspetti critici, l’inflazione non è stata presa in considerazione per le trattative contrattuali relative agli anni 2022-24 e le risorse di bilancio non utilizzate in precedenza dovrebbero essere a disposizione fino alla firma dei relativi contratti collettivi. Per il 2022, per decine di migliaia di dipendenti è previsto uno stanziamento complessivo di appena 344.000 euro.

“La contrattazione non può protrarsi nel tempo a causa dei ritardi della parte pubblica. Le interpretazioni sull’autonomia negoziale a livello provinciale non possono compromettere o rinviare la contrattazione a livello intercompartimentale”, concludono in una nota congiunta i sindacati dei dipendenti del pubblico impiego di Cgil/Agb, CislSgb, Uil/Sgk, Asgb, Sag e Nursing Up.