Su licenziamenti e flessibilità tornano le logiche del passato 

“Al primo accenno di un miglioramento della situazione economica le associazioni imprenditoriali locali tornano alle logiche del passato con richieste di flessibilità e la possibilità di mano libera nel licenziare”. Lo afferma in una nota la segretaria della Cgil/Agb, Cristina Masera. Per il sindacato è invece necessario prorogare lo stop ai licenziamenti almeno fino a fine ottobre.
 
“Questo periodo è indispensabile per varare la riforma degli  ammortizzatori sociali, migliorare le politiche attive e la formazione permanente”, continua Masera, secondo cui, la contradizione sta nel fatto che vengono poi lamentate difficoltà nel trovare lavoratrici e lavoratori in settori come il turismo e l’artigianato. La Cgil/Agb ricorda, che, anche se le previsioni sul mercato del lavoro locale non sono catastrofiche, l’emergenza pandemica non è terminata e gli effetti sull’economia continueranno ancora.

Secondo Masera, il mercato del lavoro in settori notoriamente legati alla stagionalità con repentini alti e bassi non è indicativo. Bisogna valutare l’andamento complessivo per avere un quadro più realistico.

“Anche se gli effetti dello sblocco potrebbero essere  limitati nella nostra Provincia, certe affermazioni evidenziano purtroppo l’idea che si debbano socializzare le perdite nei periodi di difficoltà, ma che la normalità voglia una competizione giocata sulla flessibilità e la precarietà del lavoro. L’economia è in forte ripresa, ma rimane una certa fragilità del mercato del lavoro e ottobre potrà fornire indicazioni più precise per comprendere se si tratti di una ripresa strutturale”, precisa Masera.

Per la Cgil dell’Alto Adige ad ottobre si potranno inoltre gestire al meglio il rinnovamento generazionale e lo scivolamento verso la pensione dei dipendenti più anziani, come si cerca di fare con la modifica delle prestazioni del Fondo di solidarietà bilaterale.