Spi/Lgr: “Le pensioni non sono a rischio”

“Le pensioni non sono a rischio”: così in una nota il sindacato dei pensionati della Cgil/Agb, in riferimento alle recenti notizie di stampa.

La precisazione del sindacato intende tranquillizzare gli anziani, preoccupati per la pressione del Covid sull’economia. Come ricorda il segretario generale Alfred Ebner, per il 2020 l’istituto di previdenza ha previsto un buco da 20 miliardi, ma quasi 16 sono direttamente legati all’esplosione degli ammortizzatori sociali.

Nel corso del 2020, il legislatore ha infatti deciso che l’Inps finanziasse con proprie risorse finanziarie la cassa integrazione ordinaria, assegno di solidarietà, Naspi, indennità di malattia, ecc. A questo si aggiungono minori entrate per le difficoltà del mercato del lavoro e il rinvio dei termini di pagamento dei contributi. “Ovviamente – prosegue Ebner - lo Stato deve intervenire per versare quanto dovuto in quanto sono prestazioni assistenziali in gran parte a carico della fiscalità generale”.

Lo Spi/Lgr ricorda anche che le pensioni ammontano a 210 miliardi di euro dei quali lo Stato recupera 54 miliardi dall’Irpef. I 156 miliardi di spesa vera sono totalmente sostenuti dai versamenti dei lavoratori e delle aziende e, anche se ci sono rappresentazioni diverse, la spesa pensionistica al lordo dell’Irpef è poco sotto il 13% del Pil e nella media europea.

Sono invece i 114 miliardi di prestazioni assistenziali a creare i buchi nei conti dell’Inps. Tra questi ci sono le integrazioni al minimo, la copertura delle pensioni degli artigiani e dei coltivatori diretti o delle gestioni speciali le cui casse sono in deficit. Discorso a parte è la pensione dei dipendenti pubblici che formalmente era la prosecuzione del pagamento dello stipendio a carico dello Stato.

“Rimane comunque sul tavolo una riforma ulteriore che corregga alcuni problemi a partire dalla quota 100 in scadenza a fine anno. Va risolto anche il problema dei precari che difficilmente potranno accumulare un capitale che gli potrà garantire una pensione dignitosa.

Se non vogliamo impoverire chi è già in pensione va, infine, affrontato il tema della rivalutazione degli assegni e rivisto il sistema fiscale che a tutt’oggi penalizza gli anziani, tutto temi al momento assenti nel programma del Governo”, conclude il segretario Spi/Lgr.