Sindacati pensionati: “Sventato l’ennesimo attacco alle pensioni”

“Con un blitz nella legge di bilancio il Governo voleva spostare le nuove regole per l’adeguamento delle pensioni di un anno. Queste dovevano partire il 1° gennaio del 2022. Dopo la protesta unitaria dei sindacati dei pensionati il Governo ha cancellato l‘articolo contestato. Ma non siamo assolutamente tranquilli e continueremo a vigilare, perché sono ormai anni che puntualmente spuntano interventi sulle pensioni per far quadrare il bilancio pubblico”: lo affermano in una nota congiunta i sindacati dei pensionati di Cgil/Agb, SgbCisl, Uil/Skg e Asgb.

I sindacati pensionati dell’Alto Adige ricordano che ormai da anni tanti pensionati non hanno goduto della piena rivalutazione del loro assegno al costo della vita, prendendo come riferimento l’inflazione a livello centrale dall’Istat come base di calcolo. Questo comporta un danno non più recuperabile, che con gli anni si somma, raggiungendo anche importi considerevoli per tanti pensionati.

“Non siamo più disponibili a fare da bancomat per lo Stato e metteremo in atto tutte le iniziative necessarie per salvaguardare il potere d’acquisto degli anziani. Dal 1° gennaio 2022 entrerà quindi, salvo ulteriori sorprese, in vigore un nuovo meccanismo di rivalutazione che permetterà un maggiore recupero di potere d’acquisto delle pensioni. Si baserà su tre scaglioni: 100% per la quota fino a quattro volte il trattamento minimo; 90% per la quota da quattro a cinque; 75% per la quota da cinque volte in su”, spiegano i sindacati dei pensionati.

“Per il 2021 l’indice di rivalutazione è stato fissato allo 0,0% e questo significa che nell’immediato il valore delle pensioni purtroppo non cambierà. A tal proposito va ricordato che a livello locale l’inflazione tendenziale per il 2020 è comunque vicina all’ 1 %, che si somma alla perdita di potere d’acquisto del 7% accumulato nel ultimo decennio”, concludono.