Contratto intercomparto: la Cgil/Agb non firma la detrazione di 5 milioni

La Funzione pubblica Cgil/Agb non firmerà il contratto di intercomparto che "salva" sostituti dirigenti e coordinatori della pubblica amministrazione dalla restituzione dell'assegno personale pensionabile, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale. La categoria si è riunita in clausura mercoledì 26 agosto ed è arrivata all'unanimità alla decisione di non firmare.

Tra le motivazioni il sindacato precisa di non condividere l'ipotesi di restituzione da parte dei singoli, in quanto hanno percepito l'assegno sulla base di norme contrattuali e di legge. La Funzione pubblica non approva la detrazione di 5 milioni dal fondo per gli aumenti contrattuali a favore di tutto il personale, anche perché il problema era noto alle amministrazioni da anni senza che siano stati presi adeguati provvedimenti. Inoltre la categoria non intende incentivare questo stile negoziale, attraverso il quale la delegazione pubblica raggiunge i propri obiettivi, mentre le organizzazioni sindacali dovrebbero accontentarsi di rassicurazioni verbali.

La Funzione pubblica sottolinea che la soluzione del contratto è senz'altro la migliore possibile per i diretti interessati e che non avrebbe mai accettato le richieste di restituzione senza reagire adeguatamente, ma la rinuncia del personale ad una parte di aumenti retributivi quantomeno dovrebbe essere discussa con i diretti interessati. La delegazione pubblica non ha nemmeno concesso il tempo per convocare gli organi interni per una discussione sul tema.
La Funzione pubblica non approva questo metodo e informerà dettagliatamente iscritti e personale in merito.