“Salvagente” per dirigenti: Fp/Öd per il momento non firma il contratto collettivo intercompartimentale

La Funzione Pubblica Cgil/Agb per il momento non sottoscrive il contratto collettivo intercompartimentale quadro per il recupero strutturale dell'indennità personale pensionabile dei dirigenti, dirigenti sostituti e coordinatori delle pubbliche amministrazioni. Il calendario stabilito dalla delegazione pubblica non tiene conto della necessità del sindacato di avere un confronto interno sull'argomento.

Secondo la Funzione Pubblica, è incomprensibile la procedura adottata dalla delegazione pubblica, mancano infatti i motivi oggettivi per agire con tale fretta.

Per il sindacato, ridurre il fondo per la contrattazione collettiva non è una questione da poco: il beneficio effettivo riguarda un numero limitato di persone, mentre la maggioranza del personale dovrebbe di fatto rinunciare a una parte dei mezzi finanziari messi a disposizione nel 2020 per gli aumenti salariali.

Per la categoria, la pubblica amministrazione avrebbe tutto l’interesse a una veloce sottoscrizione del contratto: evitare una miriade di ricorsi. La conversione annua di una parte dell'indennità di direzione o di coordinamento in un assegno personale pensionabile veniva erogata anche successivamente alla cessazione del corrispondente incarico di direzione o di coordinamento e anche in caso di pensionamento. Nonostante il pagamento dell'assegno sia stato effettuato sulla base di disposizioni contrattuali e legislative, per cui i singoli beneficiari non hanno alcuna responsabilità, è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale.

Rimane anche il fatto che l'amministrazione non ha tenuto conto dei richiami espressi dalla Corte dei conti negli ultimi anni. Solo la sentenza della Corte costituzionale del 2019 ha posto fine a questa situazione. Ora, in men che non si dica, si dovrebbe risolvere la questione. La Funzione Pubblica si riunisce il 26 agosto e prima di questa data non è possibile esprimere un parere favorevole o negativo sul contratto.

La scorsa settimana tutti i sindacati hanno inviato una lettera congiunta alla delegazione pubblica per chiedere tempo per la discussione interna e un nuovo incontro dopo il 27 agosto in modo da poter approfondire le singole richieste dei sindacati.

Aver ribadito attraverso i media che la data ultima prevista per la firma sia martedì 18 agosto, suona, a detta della Funzione Pubblica Cgil/Agb, come un ultimatum e come un ricatto. Il diritto al confronto deve valere per entrambe le parti negoziali, considerando che il sindacato rappresenta tutto il personale al tavolo delle trattative.