Legge provinciale per la ripartenza. Cgil/Agb: “Tante le criticità”

Con la legge provinciale sulla ripartenza, secondo la Cgil/Agb, se da una parte si chiude una fase di incertezza per i cittadini e per l’economia, dall'altra rimane l’amarezza per il fatto che una discussione prettamente economica sia sfociata in un dibattito politico sui futuri rapporti tra Governo e Provincia di Bolzano.

Per la Cgil/Agb, questo spiega probabilmente anche il mancato coinvolgimento del sindacato in questa fase. Tra le criticità riscontrate, il sindacato ritiene scorretto aver voluto inserire nel ddl (articolo 1 paragrafo 26 bis) la possibilità per gli enti facenti parte del contratto collettivo intercompartimentale di articolare l’orario di lavoro dei dipendenti pubblici su periodi di alta e bassa attività, in quanto l’orario di lavoro è materia di contrattazione.

Qualche riserva viene espressa anche sulla forzatura fatta per la ripartenza e il sindacato si chiede se sia valsa la pena, viste le regole sanitarie giustamente molto rigide, per cui i margini di guadagno in molti settori saranno comunque limitati. La Cgil/Agb ritiene poi che il nucleo di esperti previsto dalla normativa si assumerà una grande responsabilità perché, basandosi sull'evolversi della situazione dal punto di vista scientifico, sanitario ed epidemiologico e, dà per scontato, senza altre valutazioni o interferenze politiche, dovrà decidere quali siano i margini del peggioramento, sperando ovviamente che non si verifichi, che comporterebbero un passo indietro.

Il sindacato chiede inoltre la massima trasparenza al nucleo di controllo e valutazione istituito dal Consiglio stesso sugli aiuti pubblici concessi. Si tratta di somme considerevoli messe a disposizione dai contribuenti, che hanno il diritto di sapere come saranno utilizzate queste risorse.

Ora parte la fase più delicata da gestire, di cui tutti - datori di lavoro, dipendenti e cittadini – sono direttamente responsabili, in quanto sarebbe deleterio sottovalutare i rischi. Inoltre la fase 3, cioè il rilancio vero e proprio dell’economia, non deve servire solo a ricostruire il passato, ma attraverso le risorse messe a disposizione deve anche guardare al futuro e orientare gli investimenti in prodotti e servizi innovativi ad alto valore aggiunto.
La Cgil/Agb spera che nella fase di ricostruzione del tessuto economico, al contrario di quanto successo per la fase 2, le parti sociali vengano coinvolte in maniera concreta sulle scelte strategiche da intraprendere.